IL CAPITALE UMANO
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IN BREVE – Qualità: ★★(★) – Ritmo: OOO – Pubblico: cinemamatori*, cinecuriosi*, cinepopcorn* TWEET La grande bruttezza del nord.  LA TRAMA Fabrizio Bentivoglio è titolare di un’agenzia immobiliare brianzola in crisi. Sposato nel film con Roberta (Valeria Golino), da cui aspetta un figlio, e già padre di Serena, sognando di far parte della “Milano bene”, cerca di ..

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IL CAPITALE UMANO

03_14_Il capitale umano

IN BREVE – Qualità: ★★(★) – Ritmo: OOO – Pubblico: cinemamatori*, cinecuriosi*, cinepopcorn*


TWEET

La grande bruttezza del nord. 


LA TRAMA

Fabrizio Bentivoglio è titolare di un’agenzia immobiliare brianzola in crisi. Sposato nel film con Roberta (Valeria Golino), da cui aspetta un figlio, e già padre di Serena, sognando di far parte della “Milano bene”, cerca di arricchirsi puntando tutti i suoi risparmi, e molto di più, in un fondo di investimento di un magnate locale, un tal Bernaschi (Fabrizio Gifuni), anch’egli sposato (Valeria Bruni Tedeschi) e con un figlio. Come nessuno mai avrebbe potuto immaginare, vista la straordinaria ricchezza dell’uomo d’affari, la scommessa finanziaria si rivela un pessimo investimento, che colpirà le due famiglie, coinvolte nel frattempo nell’omicidio colposo di un uomo investito in bicicletta. I sospetti sembrano ricadere sul figlio di Bernaschi ma la storia riserverà delle sorprese.


IL COMMENTO

Già collocare il film in un genere cinematografico è un’impresa. Ci si aspettava una commedia, nella tradizione di Virzì, ma non c’è quasi nulla da ridere. Si poteva pensare ad un thriller, ma la tensione che si vive è più simile ad una semplice e molto moderata curiosità di risolvere il caso (che tra l’altro è forse la cosa più interessante del film). Si sarebbe potuto forse pensare ad un dramma, ma non vi sono emozioni forti capaci di scaldare i cuori. Lo stesso regista lo definisce un noir, ma non ha nulla a che vedere con le suggestioni scure e oscure tipiche del genere. Insomma “Il capitale umano” è un film senza genere, poco riuscito e sommamente sopravvalutato. Il primo tassello fastidioso viene dalla recitazione di quasi tutti i personaggi, inclusi gli osannati Bentivoglio e Bruni Tedeschi. Naturali come in una fiction, sempre sopra le righe quasi fossero di scuola “ronconiana”, interpreti di dialoghi mediamente scontati e al servizio di personaggi in gran parte stereotipati. Nulla di stimolante, nemmeno la critica al sistema brianzolo, che da più parti si legge “feroce”, ma finisce per essere un discutibile apologo contro il legittimo desiderio di fare soldi. Lasciano basiti alcune scene a dir poco costruite, che ci parrebbero strane pure in un horror americano di serie B, come quando Serena, nel film la figlia di Bentivoglio, rivela il suo prezioso segreto in una mail che lascia aperta sul computer acceso mentre si va a fare una doccia (ops, che sbadata!). Insomma, “Il capitale umano” illude lo spettatore con un titolo over promise, che farebbe pensare a un’impietosa denuncia sociale che di fatto non c’è e, mentre se ne cerca disperatamente il senso nel corso del film, lo si troverà solo in fondo, nei titoli di coda, quasi fosse solamente un accessorio morale. Un film che Virzì prova a sviluppare in 4 capitoli, che ripetono stancamente ogni volta la stessa storia (un’idea narrativa non più originale) e che risulta per essere di un piatto realismo stereotipato. Purtroppo un fiasco, non annunciato e tantomeno riconosciuto dalla critica, se voleva in qualche modo reiterare in chiave nordica, l’accusa alla barbarie italiana contemporanea incapace di bellezza. 


SCHEDA ESSENZIALE

Titolo originale: Il capitale umano – Genere: thriller – Durata: 1h49 – Regia: Paolo Virzì – Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio – Produzione: Italia – Uscita: 9 gennaio 2014

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