IL PASTICCIERE
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IN BREVE –Qualità: ★ – Ritmo: OOO – Pubblico: cinecuriosi*, cinepopcorn*   TWEET Quando la fiction invade il cinema, e non viceversa.   LA TRAMA Achille Franzi fa il pasticcere. La sua golosa passione la eredita dal padre, che osserva per ore fin da bambino, trascorrendo le giornate nel laboratorio di famiglia. Alla morte del padre Achille prende il ..

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IL PASTICCIERE

77_Il pasticcere

IN BREVE –Qualità: ★ – Ritmo: OOO – Pubblico: cinecuriosi*, cinepopcorn*  


TWEET

Quando la fiction invade il cinema, e non viceversa.  


LA TRAMA

Achille Franzi fa il pasticcere. La sua golosa passione la eredita dal padre, che osserva per ore fin da bambino, trascorrendo le giornate nel laboratorio di famiglia. Alla morte del padre Achille prende il suo posto, senza che nessuno se ne accorga, forte dei consigli e delle tecniche imparate solamente guardando quello che per lui è stato maestro per il lavoro e per la vita. Un giorno, suo malgrado, si trova coinvolto in un losco traffico che in poco tempo sfugge al suo controllo, mettendo in pericolo la sua vita. 


COMMENTO

Luigi Sardiello è al suo secondo lungometraggio. Il fatto che risulti docente di scrittura creativa presso l’Università La Sapienza è un segnale davvero preoccupante, dopo aver subito 100” del suo imbarazzante film. Una storia banale e scontata, interpretata da attori, anche noti (Antonio Catania, Ennio Fantastichini), che si esprimono con una mimica poco più che televisiva. Dialoghi improbabili, scenografie tristi, personaggi macchiettistici. Ma il fondo lo si tocca davvero nella formula del racconto, che affida l’intrattenimento a eventi scontati e colpi di scena preannunciati (degni delle peggiori fiction “commissariali”) e l’afflato morale a perle di saggezza popolare, che emergono da flashback visivamente zuccherosi e ricchi di effetti di sfocatura, tipici di molti album di matrimonio. “Abbiamo quello che meritiamo, né più né meno” oppure “Non tutto si può comprare!”. L’arte culinaria pretende di divenire l’arte di vivere, mentre l’arte, quella vera di molto cinema, ad essere sinceri più internazionale che italiano, si tiene a distanza da questo disastroso film, che imbarazza l’intera sala. Un film realizzato nel 2012 e, ora si capisce il perché, distribuito solo quest’anno. Un film che non genera alcuna emozione e che si accontenta di raccontare stereotipi, attraverso stereotipi triti e ritriti: il malavitoso, il poliziotto, l’artigiano, l’immigrata, la frontiera, l’anziana. La speranza di sempre è che il cinema italiano trovi la strada dell’eccellenza senza dover mimare le glorie del passato ma provando a reinventare il presente, lasciando spazio ad arte, creatività, innovazione. Non dovrebbe essere impossibile: siamo ricchi di talenti. L’importante forse è riuscire a guardare nella giusta direzione, traendo esempio dal meglio e non dal peggio. Come dire, guardando oltreoceano piuttosto che alle anestetizzanti (per quanto popolari) fiction italiane. Spero solo che una produzione come quella de “Il pasticciere” non abbia goduto di finanziamenti pubblici. Perché allora al danno si sommerebbe la beffa.  


SCHEDA ESSENZIALE

Titolo originale: Il pasticciere – Genere: noir – Durata: 1h40 – Regia: Luigi Sardiello – Cast: Antonio Catania, Rosaria Russo, Ennio Fantasticihin, Antonio Stornaiolo, Sara D’Amario – Produzione: Italia – Uscita: 31 ottobre 2013

 

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