UN GIORNO DEVI ANDARE
Il mio voto 3

IN BREVE – Qualità: ★★(★ – Ritmo: OO – Pubblico: cinefili*, cineamatori*   TWEET Un immenso viaggio spirituale alla ricerca di se stessi. Un film trascinato che rischia di trasformare il silenzio in vuoto. LA TRAMA Augusta è una giovane donna in viaggio. Lasciata l’Italia per il Brasile, si lascia portare dalla corrente del fiume, approdando sulle sponde e ..

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UN GIORNO DEVI ANDARE

31_Un  giorno devi andare

IN BREVE – Qualità: ★★(★ – Ritmo: OO – Pubblico: cinefili*, cineamatori*  


TWEET

Un immenso viaggio spirituale alla ricerca di se stessi. Un film trascinato che rischia di trasformare il silenzio in vuoto.


LA TRAMA

Augusta è una giovane donna in viaggio. Lasciata l’Italia per il Brasile, si lascia portare dalla corrente del fiume, approdando sulle sponde e nella vita degli indios che suor Franca, amica della madre, vuole evangelizzare a colpi di preghiera e bambinelli luminescenti. Sorda al richiamo di qualsiasi dio e refrattaria alla condotta missionaria, Augusta sceglie laicamente di “essere terra”, proseguendo da sola e affittando una stanza a Manaus, capitale dell’Amazonas sulla riva del Rio Negro. Decisa a dare un senso alla sua ‘navigazione’ si stabilisce nella favela, dove la povertà è lambita da una ricchezza che compra uomini, donne e bambini. Accolta da Arizete, madre e nonna dentro una famiglia numerosa, Augusta trova nelle relazioni umane consolazione al suo dolore e al suo lutto: un bambino perduto, un marito dileguato, una vita disfatta. Ma l’afflizione di una nuova amica la persuade a riprendere il viaggio e il fiume. Sbarcata su un’isola si esclude dal mondo e dagli uomini, sprofondando nei silenzi interiori e nei suoni ancestrali della natura (MyMovies). 


IL COMMENTO

Un buon film ma certamente non memorabile. Buona l’interpretazione di Jasmine Trinca, che mostra i più intimi pensieri nei suoi occhi lacrimosi. Ma il film è scolorito, nei sentimenti, nei paesaggi, nella ricerca di senso. È un racconto libero di una mente confusa che, alla fine, ritrova la propria serenità. Le mie perplessità sono quelle di sempre. Non basta la nobiltà di un tema per rendere il film un’opera riuscita. Certo dedicare due ore alla ricerca spirituale di una trentenne in crisi è nobile, utile e stimolante. Ma il film non offre molto di più. A tratti ascoltiamo il pensiero intimo di Augusta, attraverso frasi fin troppo didascaliche e letterarie (“Ho sentito una voce che mi diceva di andare…”, “Almeno una volta nella vita c’è un segno”, “Un giorno devi andare, devi essere, devi sperare”, “Se vuoi cambiare le cose devi andare dove le cose devono essere cambiate”). A tratti, ed è la parte migliore del film, viviamo l’esperienza dell’altro nel sud del mondo, in situazioni di povertà e disagio. Augusta sembra ritrovare se stessa nella relazione con l’altro. Ma anche questo non le basta. Solo la solitudine e la ricerca interiore le permettono di fare chiarezza dentro di sé e di trovare un posto nel mondo, un posto che allo spettatore non è rivelato. A tratti seguiamo i lunghi silenzi e le immagini panoramiche ascoltando i vuoti e i pieni dell’anima. Ma, tra la retorica dei pensieri e l’abuso di convenzionali immagini suggestive, la sensazione è quella di un viaggio spirituale tutto da riempire. Ed è così che il silenzio rischia di divenire vuoto. E se la storia vuole comunicarci qualcosa, questo sembra essere fin troppo semplicistico, per chi è in grado di ascoltare. E inutile, per chi non è in grado di ascoltare. Se cerchi te stesso, insomma, tuffati nel silenzio dei tuoi luoghi interiori, e non nel buio di questa proiezione cinematografica.


SCHEDA ESSENZIALE

Titolo originale: Un giorno devi andare – Genere: drammatico – Durata: 1h 50 – Regia: Giorgio Diritti (Il vento fa il suo giro) – Cast: Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Sonia Gessner, Pia Engleberth, Amanda Fonseca Galvao – Produzione: Italia, Francia – Uscita: 28 marzo 2013

 

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