POLLOCK E GLI IRASCIBILI

POLLOCK E GLI IRASCIBILI

 

IN BREVE – Palazzo Reale, Milano – fino al 16 febbraio 2013


Voto: ★★★


Pubblico: artisti, artistoidi, storici dell’arte, appassionati d’arte contemporanea, bambini (per i bambini c’è la visita guidata)  


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Valore storico, qualche emozione, poco spettacolo. 


LA MOSTRA

Nei primi anni del secondo dopoguerra, segno, gesto e azione irrompono sulla tela aprendo nuove frontiere ai territori dell’astrazione, con modalità inedite che verranno siglate sotto la definizione di “Espressionismo astratto”, segnando la nascita della nuova arte USA e della “Scuola di New York”. Protagonista assoluto, Jackson Pollock (1912-56), dal ’47 registra sulla tela le pulsioni più vitali e inconsce, attraverso una gestualità energica: è l’action painting, rivelata dal colore applicato con una stecca, sgocciolato o versato direttamente dal barattolo su grandi superfici, stese a pavimento. «Con la tela per terra mi sento più vicino al quadro, ne faccio maggiormente parte” spiegava l’artista. “In questo modo posso girargli tutt’intorno, lavorare da ogni lato, ed essere nel quadro, come gli Indiani dell’Ovest che lavoravano sulla sabbia”. Così in “Number 27”, di tre metri, in arrivo dal Withney Museum di New York, insieme ad altre 48 opere, per la mostra curata da Carter Foster, promossa dall’Assessorato alla Cultura (e prodotta da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura, con il Whitney) per l’inaugurazione dell’Autunno americano, dedicato agli USA. Lavori che definiscono la scena artistica di quegli anni, dall’Espressionismo Astratto ai Color fields, sino ai monocromi, realizzati da protagonisti quali Mark Rothko (1903-70), Willem de Kooning (1904-97), Franz Kline (1910-62) e Ad Reinhardt (1913-67); autori che furono, nel 1950, tra “Gli Irascibili”, il gruppo di firmatari di una lettera contro il Metropolitan Museum, che organizzava una mostra sull’arte americana ostile alle loro ricerche (Vivimilano). Una mostra interessante, per il valore storico e rivoluzionario, legato agli Irascibili, ma un po’ carente dal punto di vista dell’esposizione, dove brilla la quasi assenza di Pollock. L’utile audioguida gratuita aiuta ad apprezzare il contesto e le spinte innovative di un gruppo di artisti che ha segnato l’arte contemporanea, accompagnando e favorendo un profondo cambiamento sociale e culturale.

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